16 agosto 2013

Recensione: UN'AMICIZIA PERICOLOSA di Suzanne Rindell

Titolo: Un'amicizia pericolosa
Autore:
Suzanne Rindell
Editore: Nord
Pagine: 364
Anno di pubblicazione: 2013 
Prezzo copertina: 17,60 €

 

Recensione a cura di Beatrice Pagan 

Un'amicizia pericolosa, romanzo d'esordio di Suzanne Rindell, riesce a unire il fascino degli anni Venti a un mistero psicologico in grado di poter coinvolgere i propri lettori in un vortice di emozioni e intrighi, ambientati nell'epoca piena di contrasti del Proibizionismo.

Rose Baker è una dattilografa in servizio alla stazione di polizia dell'East Side, dove ascolta le confessioni di gangster e criminali prima di tornare in un appartamento dove la proprietaria di casa e la sua compagna di stanza la considerano insignificante, noiosa e dalle tendenze sessuali poco chiare. La situazione cambia radicalmente con l'arrivo di Odalie, una nuova collega che sembra inevitabilmente attirare l'attenzione degli altri. Rose inizia a guardare alla nuova arrivata, così diversa dalla sua personalità dimessa e silenziosa sviluppata negli anni trascorsi in un istituto religioso che l'aveva accolta dopo essere stata abbandonata dai genitori. L'esuberante Odalie, dal taglio di capelli alla moda, gli abiti firmati e gli occhi puntati su di sé è una vera calamita per la dattilografa che spera, nemmeno troppo in segreto, di riuscire a diventarne la migliore amica.

Quando questo accade e Rose si trasferisce nell'albergo dove alloggia Odalie, la ragazza scopre un mondo fatto di feste clandestine dove scorre l'alcol e non sembrano esistere limiti, e dove Odalie è la regina assoluta con la sua rete di losche conoscenze. La collega è infatti a capo di un'organizzazione fuorilegge che sfida le regole in vigore a New York. Più Rose si avvicina a Odalie, più si rende conto che i misteri che la riguardano sono tanti, tra cui forse anche la sua stessa identità.

Suzanne Rindell è molto brava a costruire la struttura che regge lo sconvolgente epilogo che cambia nuovamente tutte le regole del gioco, nonostante la contrapposizione tra le due protagoniste a tratti sia fin troppo enfatizzata. Seguendo lo svolgersi degli eventi grazie alla narrazione di Rose, i lettori si appassionano poi a un mondo distante temporalmente, ma dotato di un fascino incredibile. L'ambientazione newyorchese si rivela senza dubbio la perfetta cornice per una storia così ricca di spunti e svolte. L'autrice ha la capacità di descrivere in modo dettagliato e scorrevole gli eventi, anche se all'inizio risulta difficile non provare un certo fastidio per l'innocente Rose, con le sue ferree certezze, le rigide regole morali e le difficoltà a lasciarsi andare a una vita più aperta in cui ci sia posto anche per la passione.

Un'amicizia pericolosa riesce però, lentamente, a trascinare in un vortice irresistibile, nonostante qualche somiglianza di troppo con Il talento di Mr Ripley. Dal momento delle ferie, in cui Odalie viene forse messa a confronto con il suo passato, al finale travolgente Suzanne Rindell evidenzia tutte le sue indubbie capacità che la fanno entrare di diritto nella lista delle scrittrici da tenere d'occhio anche in futuro. 

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