12 giugno 2015

Recensione: FUGA D'AZZARDO di Franco Forte

Titolo: Fuga d'azzardo. Non sempre fuggire significa continuare a vivere
Autore: Franco Forte

Editore: Cento Autori
Pagine: 176
Anno di pubblicazione: 2015 

Prezzo copertina: 12,50


Los Angeles, 2007. Kimberly è bella, bionda e famme fatale. È la donna di Mirko Sladek, uomo di fiducia del boss La Cocca, che controlla lo spaccio sulla costa Ovest degli Stati Uniti. Durante una compravendita di droga, la ragazza scompare con una valigia piena di eroina. Mirko Sladek, minacciato dai vertici dell'Organizzazione, sa che la sua unica speranza è ritrovare Kimberly, che intanto si è rifugiata in Italia, braccata dai sicari della malavita... Riuscirà a portare a termine la fuga?

Los Angeles
Franco Forte è uno scrittore noto principalmente per i suoi avvincenti romanzi storici, tra i quali ho avuto modo di leggere e apprezzare Il segno dell'untore. Fuga d'azzardo, pubblicato prima in digitale con Delos Books e ora riproposto in versione cartacea da Cento Autori, è un breve romanzo pulp che tiene incollato il lettore fino all'epilogo. Ambientato tra Los Angeles, Milano, Cremona e New York, il romanzo catapulta il lettore nel mondo della mafia italo-americana, dove ogni errore si paga con la vita. Il bene non esiste in questo romanzo, così come non esiste la possibilità di redimersi, e anche il personaggio principale, Kimberly, non è altro che una puttana pronta a tutto per raggiungere i propri obiettivi; una classica femme fatale tanto affascinante quanto spietata.

Fuga d'azzardo, pur se ambientato ai giorni nostri, ha un forte sapore retrò che fa pensare ai maestri del genere hard boiled, come Dashiell Hammett e Raymond Chandler. Si tratta infatti di un romanzo sporco in cui abbondano sesso, violenza, efferatezza e un linguaggio decisamente crudo (tipico dei bassifondi). La locuzione latina Mors tua vita mea rappresenta appieno il filo conduttore dell'intera vicenda, in cui ogni personaggio è impegnato a sopravvivere nella giungla della criminalità organizzata.

In definitiva un romanzo breve che lascia il segno: intenso, teso e avvincente. Consigliato per tutti gli amanti del genere.

L'AUTORE
Franco Forte nato a Milano nel 1962, è giornalista professionista, scrittore, sceneggiatore, traduttore e consulente editoriale. Dal 2011 è Editor delle collane da Edicola Mondadori. Ha pubblicato i romanzi Ira Domini - Sangue sui Navigli (Mondadori, 2014), Gengis Khan - Il figlio del cielo (Mondadori, 2014), Il segno dell’untore (Mondadori, 2012), Roma in fiamme (Mondadori, 2011), I Bastioni del Coraggio (Mondadori, 2010), Carthago (Mondadori, 2009), Operazione Copernico (Mondadori, 2009), La Compagnia della Morte (Mondadori, 2009), La stretta del Pitone (Mursia, 2005), China Killer (Marco Tropea Editore, 2000), Gli eretici di Zlatos (Editrice Nord, 1990). Per Delos Books ha pubblicato Il Prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per gli autori esordienti, giunto alla settima edizione. Per Mediaset è stato autore per le serie TV “Distretto di Polizia” e “RIS: Delitti imperfetti”, e ha scritto la sceneggiatura dei film TV “Giulio Cesare” e “Gengis Khan”. È direttore responsabile della rivista “Writers Magazine Italia” e del “Delos Network”, il network di siti di Delos Books. 

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