mercoledì 9 novembre 2016

Recensione: LE CRONACHE DI NARNIA di C.S. Lewis, la serie completa in un unico prezioso volume illustrato. Il regalo perfetto per Natale

Titolo: Le cronache di Narnia
Autore: C.S. Lewis
Editore: Mondadori
Pagine: 528
Anno di pubblicazione: 2016

Prezzo copertina: 35,00 €


Recensione a cura di Marika Bovenzi

Sono passati anni ormai da quando decisi di leggere Le cronache di Narnia di C. S Lewis. Ero soltanto una quindicenne che provava un amore smodato per i libri e che almeno una volta a settimana costringeva i propri genitori ad accompagnarla in una libreria di una cittadina vicina. Ricordo che questo negozio rappresentasse per me qualcosa di magico. Al suo interno solitamente vigeva il silenzio tipico delle biblioteche di cui tanto sentivo parlare,
visto che, vivendo in un piccolo paese, non erano molte le possibilità di visitarne una reale.

Questa libreria era disposta sue due piani e vi erano scaffali e scaffali di legno pregni di libri di ogni genere. Di solito mi soffermavo a guardare dapprima la sezione dei nuovi arrivi, visto che si trovava quasi all’ingresso, e ricordo perfettamente il giorno in cui mi innamorai di quel libro avente un leone come copertina. Osservai quell’enorme tomo per almeno cinque minuti, prima di decidermi a sfogliarlo e comprarlo. Ero talmente assuefatta dalla grandezza, dal titolo e dalla cover da non far caso minimamente agli altri libri. Una volta giunta a casa, 1153 pagine furono consumate letteralmente in tre giorni di lettura e mi lasciarono per settimane un senso di nostalgia profonda. Capivo perfettamente il dolore, la malinconia e la mancanza che provavano i personaggi alla fine di ogni storia, quando dovevano abbandonare quel mondo perfetto per fare ritorno nelle loro realtà storiche diverse e afflitte da qualche malessere sociale. Narnia, oggi come allora, non rappresenta soltanto un mondo utopistico e fiabesco creato da un leone di nome Aslan, al contrario, è la terra della crescita, della lealtà e del coraggio in cui si possono incontrare fauni, streghe, animali parlanti, alberi danzanti, ninfe, principi, nani e chi più ne ha più ne metta.

Immagine di Pauline Baynes, pag. 13
Il primo romanzo della saga, Il leone, la strega e l'armadio, fu pubblicato per la prima volta nel 1949; seguirono poi dal 1950 al 1955 gli altri sei volumi, intitolati rispettivamente: Il principe Caspian, Il viaggio del veliero, La sedia d'argento, Il cavallo e il ragazzo, Il nipote del mago e L'ultima battaglia. Dopo la morte dell’autore, la sequenza dei libri fu riordinata secondo un ordine cronologico interno, ossia seguendo lo sviluppo della storia dal prequel (Il nipote del mago), sino all’ultimo romanzo (L'ultima battaglia) e si decise di raccoglierli tutti in una sola grande edizione che contenesse senza indugi l’intero mondo narniano. Nel primo libro, il prequel, gli eventi principali sono la creazione di Narnia; la conoscenza del cattivo per eccellenza, ossia la strega Jadis; la realizzazione del famoso Armadio Guardaroba che, dal secondo volume in poi, permetterà l’accesso degli umani al mondo fiabesco. Protagonisti indiscussi sono Digory e Polly, due bambini curiosi che istigati da un ambiguo zio mago, visitano mondi paralleli risvegliando accidentalmente forze maligne come la strega sopracitata e introducendola in mondi puri e incontaminati come quello di Narnia.
Immagine di Pauline Baynes, pag. 109

Il secondo volume, quello universalmente conosciuto e solitamente più apprezzato dal titolo Il leone, la strega e l'armadio, narra l’avventura dei quattro fratelli Pevensie che per salvarsi dagli orrori della seconda guerra mondiale trovano rifugio nella casa di campagna del professor Digory Kirke. Qui, la minore dei fratelli, Lucy, una bambina curiosa, ingenua e deliziosa scopre per caso l’Armadio Guardaroba e di conseguenza il sempre eterno e innevato mondo che si nasconde al di là delle pellicce e del lampione. In un modo o nell’altro riuscirà a trascinare anche i suoi fratelli in questa mistica avventura, in cui conosceranno personaggi fantastici quali il signor Tumnus, fauno inquieto; una coppia di castori frenetici; il maestoso e onnipotente Aslan; l’algida e spietata Jadis e chi più ne ha più ne metta. I Pevensie cresceranno e regneranno su Narnia, fino a quando un evento inaspettato li riporterà nella loro epoca di appartenenza, nello stesso esatto momento della partenza.

Immagine di Pauline Baynes, pag. 171
Il terzo volume, Il cavallo e il ragazzo, è una storia apparentemente dislocata che non fa riferimenti ai precedenti romanzi. Ci troviamo a Calormen e Shasta lavora alle dipendenze di un uomo che considera suo padre. Sbriga le faccende come uno schiavo, ma è differente dalla gente del posto, probabilmente proviene da terre nordiche come Narnia. Grazie all’arrivo miracoloso di un tarkaan, all’incontro con una ragazza, con il leone Aslan e con un veggente, scopre di essere il principe perduto di Archen, un regno confinante con la mitica terra del leone parlante.

Immagine di Pauline Baynes, pag. 223
Ne Il principe Caspian facciamo la conoscenza del regno di Telmar, governato dall’usurpatore Miraz. I quattro fratelli Pevensie (ormai adolescenti), vengono richiamati a Narnia per soccorrere il legittimo erede al trono: Caspian. Nel quinto libro, Il viaggio del veliero, i due fratelli Pevensie più giovani, Lucy ed Edmund, vanno in vacanza dal loro odioso cugino Eustache Scrubb. Ma proprio qui, si apre un portale verso Narnia che li trasporterà in una spettacolare avventura marittima insieme al giovane re Caspian. Nel penultimo libro, invece, La sedia d’argento, Eustache Scrubb ritorna nel mondo narniano accompagnato da una nuova protagonista umana, Jill Pole, il cui compito sarà quello di salvare Rilian, figlio scomparso del re salvato nel quarto volume. Ed infine, l’ultimo libro, l’apoteosi dell’intera opera: L’ultima battaglia. Qui, ci sarà un ritorno di tutti i protagonisti incontrati nei precedenti libri: da quelli buoni ed eroici come il professore Kirke, i Pevensie, Aslan, re Caspian, Eustache; agli antagonisti per eccellenza come Jadis e re Miraz, e finalmente verrà svelato il segreto di Narnia e delle sue creature.

Immagine di Pauline Baynes, pag. 453
L’intera raccolta è da sempre oggetto di studi e dibattiti. I più ritengono che sia un’opera completamente votata alla teologia e alla religione cristiana. Personalmente, dal primo al penultimo libro, ho goduto della lettura come se fosse un fantasy, un libro immaginifico in cui la creatività e l’estro dello scrittore risultavano tangibili attraverso personaggi con una profondità psicologica marcata, vicende eroiche e scenari fiabeschi. Soltanto nell’ultimo episodio, mi sono resa conto dei richiami forti e marcati alla fede cristiana, ma per un semplice ed unico motivo: mentre per i primi sei libri l’elemento cardine è l’immaginazione, nonché la visione pura e incontaminata della mente di un bambino, per l’ultimo libro l’elemento chiave che separa l’individuo dal mondo dell’infanzia a quello degli adulti non è più valido. Qui, viene richiesta la fede, la devozione in qualcosa di superiore, e la credenza in mondi al di là della terrena comprensione. A tal proposito, il lettore compie un vero e proprio percorso di crescita leggendo l’intera saga: nei primi capitoli si ritrova ad essere un bambino a cui viene ridonata la capacità di sognare e fantasticare; in quelli mediani, un giovane capace di apprendere l’esistenza dei valori, delle gesta eroiche e compassionevoli; nell’ultimo, diventa un uomo adulto, in grado di porsi domande riguardo la creazione del mondo e dei suoi simili e abile nel comprendere l’esistenza di un’entità superiore, creatrice e motrice di tutto ciò che lo circonda. Quindi, paragonare Aslan alla figura di Cristo; o Jadis a quella del Serpente che tentò Eva nella Bibbia; o Narnia ad un locus amoenus come il Paradiso, è quasi scontato se si tiene in considerazione soltanto il capitolo finale. A mio modesto parere, l’intera lettura non risente delle probabili e possibili inclinazioni religiose di C. S. Lewis, al contrario, credo possa essere tranquillamente letto e razionalizzato anche da persone atee o con credenze religiose diverse. Non a caso protagonisti come il professor Kirke, i fratelli Pevensie, il re Caspian o Eustache non credo rappresentino allegorie cristiane, anzi, mi sentirei più di collegarli a personaggi dell’immaginario mitologico antico.

Nel complesso è una raccolta che grazie al suo linguaggio semplice, diretto, senza troppi fronzoli e per niente arzigogolato, può essere letta sia da grandi che piccini. Non a caso, dopo ben undici anni, sono ancora qui a sfogliarlo e a ricordare le emozioni che Narnia mi ha regalato. Ecco perché non potevo perdere questa nuova edizione integrale, elegante e raffinata, impreziosita dai disegni originali di Pauline Baynes (potete ammirarne alcuni in questa recensione), che farà contenti tutti gli appassionati della saga ma anche chi si avvicina per la prima volta al mondo del leone. Dai sette libri sono stati prodotti ben tre film: Il leone, la strega e l'armadio; Il principe Caspian e Il viaggio del veliero; un quarto, intitolato La sedia d'argento, è in lavorazione. Si tratterà di un vero e proprio reboot la cui scrittura è stata affidata a  David Magee, sceneggiatore e attore candidato agli Oscar per Vita di Pi e Neverland.  

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