11 gennaio 2019

Recensione: I ragazzi di Villa Emma, di Annalisa Strada e Gianluigi Spini

Titolo: I ragazzi di Villa Emma
Autore: Annalisa Strada, Gianluigi Spini
Editore: Mondadori
Pagine: 124
Anno di pubblicazione: 2018
Prezzo copertina: 9,50 €


Annalisa Strada, insegnante e scrittrice di libri per bambini e ragazzi, insieme a Gianluigi Spini, esperto di cinema e teatro, e all'illustratrice Roberta Ravasio, decidono di proporre ai giovani lettori una nuova edizione della celebre storia dei ragazzi di Villa Emma, così come furono ribattezzati alcuni profughi ebrei che durante la loro lunga e travagliata fuga dalla persecuzione nazista trovarono riparo in una villa alla periferia di Nonantola, un paese di  provincia di Modena, prima di scappare definitivamente in Svizzera.

Villa Emma, Nonantola (Modena)
Dopo una brevissima premessa, la storia del libro si apre proprio il 17 luglio 1942 con l'arrivo alla stazione di Nonantola di quaranta ragazzi (soprattutto bambini e adolescenti) scortati da nove adulti, che tra la curiosità e la diffidenza delle gente del posto, abituata a tutt'altra immagina degli ebrei (quella spregevole propinata dal regime nazifascista), prendono possesso di una villa vuota (senza arredi) in attesa degli aiuti della DELASEM, la Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei. Inizia così l'avventura dei ragazzi di Villa Emma che per un anno condurranno un'esistenza tranquilla grazie alla solidarietà della popolazione locale, dedicandosi alla cura della casa, ai lavori agricoli, allo studio.

Con l'8 settembre e l'occupazione nazista però, dietro sollecitazione di Joseph Indig, don Arrigo Beccari e il dottor Giuseppe Moreali si attivarono per nascondere i ragazzi: alcuni furono ospitati nei locali del seminario con la complicità del rettore, altri da alcune famiglie locali che pur di salvarli misero a repentaglio la loro stessa vita. Successivamente, dopo un primo tentativo infruttuoso, i ragazzi riuscirono a fuggire in Svizzera. Dei settantatré giovani ospiti di Villa Emma (trentatré si aggiunsero successivamente), solo uno, Salomon Papo, malato di tubercolosi fu catturato e poi deportato ad Auschwitz.

La ricostruzione operata dagli autori è attenta, nonostante l'esigenza di condensare la storia in poche pagine. Gli eventi salienti del racconto sono presenti, così come il ruolo cruciale che svolsero alcuni personaggi: a partire dagli accompagnatori Joseph Indig, Marco Schoky, Georg Bories e Goffredo Pacifici; fino ai già citati Don Arrigo Beccari e il dottor Giuseppe Moreali, poi riconosciuti come Giusti tra le Nazioni. Inoltre dalla lettura traspare la solidarietà e l'eroismo degli abitanti di Nonantola che non solo riuscirono a mantenere il segreto, ma si impegnarono in prima persona per fornire supporto materiale e nascondere i giovani fuggiaschi. Quello che mi è mancato invece durante la lettura sono i sentimenti, le emozioni provati dai ragazzi che, seppur accolti con grande calore dalla popolazione locale, furono costretti a vivere ammassati, lontani dai loro affetti con la paura costante di essere deportati e la preoccupazione nel cuore per il destino dei loro familiari. Molto belle ed evocative nella loro semplicità le illustrazioni che accompagnano il testo.

La bibliografia sulla storia dei ragazzi di Villa Emma è abbastanza ampia. I testi di riferimento sono essenzialmente due: "I ragazzi di Villa Emma" di Giuseppe Pederiali e "Anni in fuga. I ragazzi di Villa Emma a Nonantola" scritto dallo stesso Joseph Indig, da cui poi fu tratto lo sceneggiato televisivo "La fuga degli innocenti". Questa nuova versione di Annalisa Strada e Gianluigi Spini si rivolge principalmente ai lettori più giovani che devono assolutamente conoscere e tramandare questa vicenda, esempio di eroismo, solidarietà, accoglienza e altruismo in un momento storico in cui questi valori sono messi pericolosamente in discussione.