25 novembre 2019

Recensione: Il Bardo e la Regina, di Paola Zannoner

Titolo: Il Bardo e la Regina
Autore: Paola Zannoner
Editore: DeA Planeta Libri
Pagine: 428
Anno di pubblicazione: 2019
Prezzo copertina: 17,00 €


Recensione a cura di Luigi Pizzi

1585, Stratford-on-Avon. Il giovane William Shakespeare, ventunenne figlio di un conciatore di pelle, ama il teatro e non perde occasione per esibirsi nei cortili delle taverne contro il volere della sua famiglia. Già sposato con Anne da cui ha avuto tre figli, William dovrebbe seguire le orme del padre diventando un abile mercante, ma il richiamo del palcoscenico è troppo forte per rinunciarvi. Un giorno però, dopo l'ennesima esibizione Will viene acciuffato da uomini con abiti neri e imprigionato. Pur sapendo che esibirsi senza una compagnia rappresenti un crimine punibile dalla legge, Will stenta a credere che quel trattamento sia dovuto alla sua passione per la recitazione. In realtà, quando viene interrogato da Sir Francis Walsingham, consigliere personale della Regina Elisabetta nonché capo delle spie, Will scopre di aver attirato su di sé attenzioni insperate, ma capisce anche di non potersi opporre a quanto richiesto: dovrà diventare una spia al servizio della corona. Costretto a trasferirsi a Londra, Will inizia a lavorare come attore al Theatre nella compagnia del suo compaesano James Burbage, protetta dal conte di Leicester, e intanto riceve la visita dell'affascinante e autoritaria Lady Anne, l'emissario di Lord Walsingham a cui Will dovrà trasmettere le informazioni raccolte.

Ritratto di Lady Anne Vavasour, 1605
Dopo essersi fatto notare negli ambienti nobiliari per la sua vivacità di spirito, Will decide di mettersi in gioco scrivendo una commedia. L'entusiasmo iniziale però, lascia spazio alle difficoltà della scrittura, fino a quando Lady Anne torna a farli visita; la suadente dama infatti, consegna a Will il canovaccio di una storia intitolata "Due gentiluomini" e ambientata in una città italiana a lui sconosciuta, Verona. Will non vorrebbe perpetrare quello che gli sembra un inganno, ma Burbage che ha bisogno di una nuova opera lo costringe a lavorare con il talentuoso e arrogante  Christopher Marlowe, un giovane universitario che aspira a diventare drammaturgo. Da questo improbabile e complesso sodalizio artistico, segnato da scontri dialettici e improvvise sparizioni di Marlowe, nasce "I due gentiluomini", una commedia che ottiene un immediato successo. Nel 1588, mentre imperversa la guerra anglo-spagnola, il giovane drammaturgo da una parte deve vedersela con un nuovo canovaccio basato sulla storia di Enrico VI, consegnato come sempre da Lady Anna su volontà di un imprecisato personaggio, dall'altra con il desiderio di regalare alla platea londinese una nuova commedia da cui nascerà "La bisbetica domata", il cui successo consacrerà Will e la sua nuova lingua. Mentre si prepara ad un futuro radioso, sciolto anche dagli obblighi come spia dopo la morte di Lord Walsingham, una nuovo e inaspettato nemico si presenta sulla sua strada: la peste. Con la chiusura dei teatri infatti, Will è costretto ad accettare l'invito nella tenuta di campagna del giovane e avvenente conte di Southampton, suo fervente ammiratore, in cui si diletterà nell'arte del sonetto accantonando momentaneamente il teatro. Ma qui incontra nuovamente Lady Anne, che come sempre ha per lui una commenda che arriva dall'alto...


Il Bardo e la Regina è il primo romanzo che l'affermata scrittrice per ragazzi Paola Zannoner dedica al mondo degli adulti. Il suo "esordio" tuttavia non è di quelli banali perché l'autrice fiorentina decide di cimentarsi con la biografia romanzata di quello che da molti viene considerato il più grande drammaturgo di tutti i tempi: William Shakespeare. Come tanti sanno, anche per mezzo dei numerosi romanzi e film ad esso dedicati, la paternità delle opere di Shakespeare è stata messa spesso in discussione, un po' per la scarsità di fonti circa la sua biografia, un po' per la considerazione storico-sociale che voleva il lavoro dello scrittore ad appannaggio di pochi eletti, in particolar modo nobili ricchi ed istruiti, da cui l'idea che l'uomo proveniente da Stratford-on-Avon, umile figlio di un guantaio, in realtà rappresenti solo un prestanome. Paola Zannoner quindi, sfruttando questo vuoto biografico, ricostruisce le vicende di William dal trasferimento a Londra del 1585 fino al 1595, quando ormai il suo successo era stato conclamato da grandi opere teatrali come le tragedie "Tito Andronico" e "Romeo e Giulietta"; le commedie "I due gentiluomini di Verona", "La bisbetica domata", "La commedia degli errori", "Il mercante di Venezia", "Sogno di una notte di mezz'estate"; i drammi storici "Enrico VI" e "Riccardo III", le cui genesi trovano ampio spazio tra le pagine del romanzo. La Zannoner quindi, affronta gli anni della giovinezza, o meglio quel periodo che i critici hanno ribattezzato come "Gli anni perduti", proprio a voler rimarcare l'assenza di fonti storici relative alla vita del drammaturgo dall'arrivo a Londra fino alla comparsa sulla scena letteraria inglese.

Elisabetta I con l'ermellino, 1585
Nella sua versione romanzata, Will è un giovane di belle speranze abile nel raccontare storie e nel comporre versi, ma allo stesso tempo ingenuo, poco avvezzo a districarsi nelle intricate vicende di palazzo e con un'istruzione lacunosa, a differenza del suo contemporaneo Marlowe. Un talento acerbo quindi, che la Zannoner immagina sbocciare grazie all'incontro con lo stesso Marlowe, da cui forgerà lo stile basato sull'utilizzo dei Blank Verse, e alla generosità di un misterioso benefattore che gli garantirà materiale da "cucinare" (volendo riprendere una metafora utilizzata nello stesso romanzo) e la protezione necessaria per potersi esprimere liberamente in un'epoca storica segnata dalla censura. Il ritratto che ne esce fuori è quello di un giovane artista che con passione e determinazione riesce a superare i propri limiti andando a rivoluzionare la scena teatrale inglese con la sua originalità drammaturgica (letta soprattutto come la capacità di coniugare la tradizione alle esigenze del suo pubblico) e linguistica. La forza del romanzo però non si cela tanto nell'originalità della ricostruzione biografica del personaggio, quanto nella capacità dell'autrice di restituire al lettore un'epoca storica e in essa il microcosmo del teatro elisabettiano. La Londra di fine '500, puzzolente e infima, è il palcoscenico in cui si muovono aristocratici spinti dai propri interessi, arrivisti, spie e traditori, ma anche luogo di grande fermento artistico e culturale, specchio inesorabile di una sovrana, Elisabetta I d'Inghilterra, tanto narcisista e temibile quanto intelligente e colta.

Henry Wriothesley ritratto da John de Critz il Vecchio
Leggendo "Il Bardo e la Regina" quindi, il lettore viene catapultato tanto nella scena teatrale londinese, nell'epoca in cui probabilmente conobbe il suo massimo splendore, quanto nelle fangose strade londinesi, quanto nei salotti nobiliari in cui si tessevano relazioni e intrighi di potere. Una realtà complessa e variegata che poi troverà ampio spazio nelle opere senza tempo del Bardo, capace di raccontare con sferzante ironia i caratteri dell'animo umano. Inoltre, l'autrice si rivela abile nell'offrire un'adeguata caratterizzazione dei personaggi principali: non solo Will, ma anche la temibile Anne Vavasour di Tradcaster, nobildonna inglese molto vicina alla corona e celebre per i suoi numerosi mariti e amanti; la stessa regina Elisabetta I, che prima scopriamo attraverso "voci" e "pettegolezzi" e poi direttamente in uno dei capitoli più belli del libro. E ancora la famiglia Burbage con il generoso attore e impresario James, suo figlio Richard (amico e confidente di Will) e la giovane Alice; il colto e arrogante Christopher Marlowe; l'amico e protettore Henry Wriothesley, terzo conte di Southampton, a cui Will dedicherà i suoi primi sonetti; e infine due donne, Helen e Gillian, partorite dalla fantasia dell'autrice che ispireranno il poeta per due immortali opere teatrali.

In sintesi, "Il bardo e la regina" si rivela un romanzo coinvolgente e affascinante, scritto con grande maestria da un'autrice che dimostra di conoscere la storia e la letteratura e di saperle mescolare abilmente con la sua fantasia per regalare al lettore un ritratto credibile e poetico di un personaggio senza tempo.

L'AUTRICE
Paola Zannoner vive a Firenze. Esperta di letteratura, è una delle più importanti scrittrici italiane per ragazzi. I suoi libri, tradotti in diversi Paesi, hanno ricevuto numerosi premi, tra i quali il Bancarellino, il premio Cento e il premio Strega per Ragazzi e Ragazze con il titolo L’ultimo faro. Per ricevere aggiornamenti sull’autrice, segui il suo profilo è www.facebook.com/PaolaZannoner