Recensione: Il silenzio, di Don DeLillo

Titolo:
Il silenzio
Autore: Don DeLillo
Editore: Einaudi
Pagine: 112
Anno di pubblicazione: 2021
Prezzo copertina: 14,00 €

Recensione a cura di Eleonora Cocola

Manhattan, 2022. Max e Diane, in compagnia del loro amico Martin, attendono l’arrivo di una coppia di amici per guardare tutti insieme il Super Bowl. Snack e birra sono pronti, in televisione l’attesa della partita è scandita dal susseguirsi degli spot pubblicitari. Mancano solo Jim e Tessa, di ritorno da un viaggio in Europa, il primo dopo la pandemia. All’improvviso, qualcosa rompe la monotonia del loro volo e stravolge l’attesa: l’aereo comincia a ballonzolare ed è costretto a un atterraggio di fortuna; New York precipita nel buio e nel silenzio. La catastrofe planetaria immaginata da DeLillo trova la sua massima espressione nel vuoto: il vuoto muto e invisibile degli schermi che si spengono, delle comunicazioni che si interrompono, della paralisi del mondo. È il fallimento della tecnologia. Ed ecco che anche i pensieri si fanno più rarefatti, le parole diventano confuse, i gesti perdono senso.


«Gente in balia di una grave minaccia.– È questo ciò che siamo?». Ecco in che misura questo libro riesce a parlare dell’oggi, pur senza menzionare virus e mascherine. La scrittura scarna e sincopata di DeLillo, fatta di frasi rarefatte, di dialoghi frammentati, di pause fondamentali tanto quanto le parole, si fa specchio del grande pericolo della modernità: il nulla. Senza uno schermo da guardare, senza informazioni da reperire e contenuti da fruire, non siamo nulla. Diventiamo esseri sconclusionati in balia della mancanza, ammutoliti e confusi. Il vuoto è raccontato in maniera unica e geniale, attraverso il disgregarsi della lingua; allo stesso tempo, è come se la narrazione provenisse da un profeta, un visionario mistico che trascende l’umanità.


Non è la prima volta che l’autore fa ricorso al tema del black-out, inteso come momento in cui la società collassa, si spoglia di tutte le sovrastrutture e fa i conti con la sua essenza, per dare la sua chiave di lettura della realtà: personalissima e interessante anche se a tratti inquietante. Di certo però leggere Il silenzio in questo particolare momento storico, alla luce di tutti i presupposti e le certezze che la nostra società ha dovuto mettere in discussione, è un grande valore aggiunto.


L'AUTORE
Don DeLillo è nato nel 1936 nel Bronx da una famiglia di origine italiana. Nella sua lunga carriera ha vinto il National Book Award, il PEN/Faulkner Award e il Jerusalem Prize ed è considerato il grande maestro della narrativa postmoderna americana. Presso Einaudi ha pubblicato: Underworld, Libra, Body Art, Valparaiso, Cosmopolis, Mao II, La stanza bianca, Giocatori, Running Dog, Rumore bianco, Love-Lies-Bleeding, I nomi, L'uomo che cade, Americana, Contrappunto, Great Jones Street, Punto omega, La stella di Ratner, L'angelo Esmeralda, End zone, Zero K e Il silenzio.

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