Recensione: Natale con Jane Austen, di Jessica Bull

Titolo
: Natale con Jane Austen
Autore: Jessica Bull
Editore: Piemme
Pagine: 192
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo copertina: 19,90 €

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Recensione a cura di Luigi Pizzi

Natale con Jane Austen immerge fin da subito nel cuore di un Natale regency, fatto di salotti riscaldati dal fuoco, serate di musica e ospiti che arrivano da lontano per festeggiare con gli Austen. È in questo clima apparentemente sereno che Jessica Bull colloca un enigma che si insinua tra le feste come una crepa inattesa: la scoperta di un corpo nella cantina della casa del fratello di Jane, una presenza inquietante che manda in frantumi la patina di armonia familiare. Jane – qui immaginata come osservatrice acuta e investigatrice riluttante, ma dotata di una straordinaria capacità di leggere i comportamenti umani – si ritrova a ricomporre i movimenti, gli sguardi e le abitudini degli ospiti, come fossero tasselli di un mosaico. La morte non riguarda solo un estraneo: sembra intrecciarsi con storie di doti matrimoniali, discorsi interrotti durante i balli, promesse non mantenute e una giovane sposa misteriosamente scomparsa durante una cerimonia, un fatto che la comunità ha trattato più come superstizione che come reale tragedia. L'indagine si muove fra ambienti molto diversi: i salotti illuminati, dove ognuno finge di non avere nulla da nascondere; il giardino gelato, in cui si sussurrano confessioni a bassa voce; la chiesa del villaggio, che custodisce più ricordi che risposte. Ogni luogo aggiunge un frammento di verità e un sottile senso di sospetto. Chi era davvero la sposa fuggita? Perché il suo nome ricompare in modo tanto insistente? E che ruolo hanno le tensioni interne alla famiglia, dove gelosie e orgoglio possono diventare armi affilate?

La scrittura è brillante, con dialoghi spiritosi, ambientazioni curate e una sensibilità che traspare verso le relazioni familiari e gli equilibri sociali dell’epoca. L’autrice si muove con disinvoltura tra salotti, boschi innevati, crociato di sguardi, senza cadere nel cliché. Bull costruisce la tensione senza rinunciare al calore tipico dei cosy mysteries: luci, canti, stoviglie d’argento e abiti festivi convivono con interrogativi morali, segreti taciuti e relazioni che rischiano di spezzarsi. Ogni personaggio – fratelli, cugini, ospiti, vicini di casa – porta con sé un pezzo del puzzle, ma nessuno sembra disposto a svelarlo per intero. E la narrazione riesce a far percepire al lettore quella sottile frizione tra ciò che la società regency vuole mostrare e ciò che realmente accade dietro le porte chiuse. La trama prende corpo con delicatezza ma costanza: non ci sono eccessi, niente colpi di scena gratuiti, solo una costruzione lenta, elegante, lucida, dove ogni nuovo dettaglio getta una luce diversa sulla figura della vittima e sui legami che circondano la casa degli Austen. Senza anticipare nulla del finale, si può dire che Bull gioca con abilità su due livelli: la ricostruzione storica, precisa e affascinante, e la struttura del giallo, che tiene in sospeso fino all’ultima pagina, lasciando sempre la sensazione che qualcosa – un gesto, un ricordo, un sussurro – stia ancora sfuggendo.

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Jessica Bull è nata nel sud-est di Londra. Ha studiato Letteratura inglese all’Università di Bristol e Scienze dell’informazione alla City University di Londra. Ha lavorato come bibliotecaria e come consulente nella comunicazione. Il suo romanzo d’esordio, Orgoglio, delitti e pregiudizio, è stato pubblicato in 18 Paesi. Ragione, omicidi e sentimento è il secondo, attesissimo capitolo della serie, dove misteri, segreti e l’inconfondibile arguzia di Jane Austen si intrecciano alla perfezione.

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