20 luglio 2021

Recensione: Latitudine. La straordinaria avventura che ha dato forma al mondo, di Nicholas Crane

Titolo:
Latitudine. La straordinaria avventura che ha dato forma al mondo
Autore: Nicholas Crane
Editore: Corbaccio
Pagine: 256
Anno di pubblicazione: 2021
Prezzo copertina: 20,00 €

Recensione a cura di Marika Bovenzi

Per questa estate 2021, ho avuto il piacere di leggere Latitudine. La straordinaria avventura che ha dato forma al mondo, un libro scritto da Nicholas Crane, un geografo ed esploratore che grazie a diversi documenti antichi e alle sue ricostruzioni, è riuscito a ripercorrere un viaggio compiuto nel XVIII secolo da un gruppo di universitaires francesi, incaricati di tracciare e scoprire quale fosse la vera forma della Terra per aggiornare e -finalmente- delineare accuratamente le mappe che servivano alle navi per evitare drammi. Tutto ha inizio nel maggio del 1735 quando a bordo della Portefaix salirono diversi studiosi con un equipaggiamento pesante e diversi inservienti con un compito importante affidatogli dalla corona: raggiungere il Sud America per porre fine ai diversi quesiti aperti da Cartesio e Newton e capire finalmente come fosse fatta la Terra. Così la Missione geodetica dell’Equatore si poneva come obiettivo finale quello di agevolare la navigazione e scoprire le misurazioni legate alla latitudine attraverso due procedimenti: tracciare dapprima una catena virtuale di triangoli e calcolarne gli angoli; poi attraverso l’astronomia, fissare la latitudine ad ogni angolo. Una volta giunti nella regione prescelta del Sud America, gli studiosi dovettero affrontare diverse questioni locali come: foreste pluviali, vulcani, animali pericolosi, malattie infettive e climi tropicali; a cui si aggiunse il viaggio di ritorno che fu più un’odissea durata dieci anni, quanto un rientro nell’amata patria. La spedizione si ritrovò a dover abbandonare la Portefaix, a dover affrontare morti, ammutinamenti, omicidi, e imprevisti di percorso prima di riuscire a portare a compimento la missione e attestare che la teoria newtoniana avesse ragione.


Lo stile del libro è elegante e caratterizzato da un linguaggio arzigogolato e descrittivo e accompagnato di tanto in tanto da termini di lingua francese e spagnola. Personalmente penso che la particolarità di questo volume risieda nella varietà dei personaggi, ovvero degli studiosi particolari, sempre concentrati sulla loro carriera accademica. Tra i principali, troviamo: Pierre Bouguer, un anziano appartenente all’Accademia di Francia, fissato con la logica, la matematica e il rigore; Louis Godin, un giovane intelligente, ma vanesio e arrogante; e ancora Jean- Joseph Verguin, cartografo principale specializzato in astronomia che vedeva nella missione un futuro radioso pregno di promesse; e Théodore Hugo, un orologiaio abile e versatile a cui venne affidato il ruolo di manutenzione degli strumenti utilizzati nella spedizione. Un’altra cosa su cui va posto l’accento sono i toni utilizzati all’interno dello scritto: la prima parte del volume ha un mood più tranquillo, di attesa, di stupore e a tratti leggermente ilare per le stranezze caratteriali dei personaggi; la seconda parte invece, ha un tono più cupo, più misterioso, con sfumature noir. In conclusione è un libro che racconta la reale storia di personaggi che si imbarcarono per compiere un viaggio straordinario per confermare la teoria newtoniana e per permettere al mondo di creare moderne mappe geografiche che dessero la possibilità ai viaggiatori di scoprire nuovi angoli della Terra.

L'AUTORE
Nicholas Crane è nato a Hastings, ma è cresciuto lungo le coste selvagge del Norfolk e ha imparato a scalare in Scozia. È scrittore, giornalista, geografo ed esploratore. Collabora con il Daily Telegraph, il Guardian, il Sunday Times e con la BBC per cui ha curato il programma Coast (premio BAFTA). Ha viaggiato a lungo in Tibet, Cina, Afghanistan, Africa e ha identificato per primo, insieme con il cugino Richard Crane, il polo geografico continentale dell’inaccessibilità, ovvero il punto sulla Terra emersa più distante da mare e oceani, che si trova nel deserto di Gobi. Fra i suoi libri ricordiamo Clear Waters Rising, Two Degrees West and Mercator: The Man Who Mapped the Planet, The Making of the British Landscape e You Are Here, A Brief Guide to the World. Dal 2015 al 2018 è stato presidente della Royal Geographical Society. Vive a Londra.