Recensione: Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa, di Luis Sepúlveda

Titolo: Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa
Autore: Luis Sepúlveda
Editore: Guanda
Pagine: 107
Anno di pubblicazione: 2018
Prezzo copertina: 14,00 €


Dopo la storia della gabbianella e del gatto che le insegnò a volare; dopo quella del topo e del gatto che diventò suo amico; dopo la lumaca che scoprì l'importanza della lentezza e il cane che insegnò ad un bambino la fedeltà, l'autore cileno torna con un nuovo libro in cui decide di raccontare la storia fantastica di Mocha Dick, il gigantesco capidoglio albino diventato famoso grazie al romanzo di Herman Melville, a sua
volta ispirato al naufragio della baleniera Essex.

Nell'estate del 2014, su una spiaggia sassosa vicino a Puerta Montt, in Cile, compare il cadavere di un capodoglio color cenere. Mentre il narratore si interroga sulla causa della sua morte, un bambino fissa il mare e alcune lacrime solcano il suo viso: fa parte dei lafkenche, la Gente del Mare. Prima di andarsene, il bambino offre all'uomo una conchiglia di loco attraverso il quale potrà finalmente conoscere la storia della balena. Inizia così il racconto in prima persona di un solitario capodoglio bianco e del suo rapporto controverso con gli uomini; da una parte i lafkenche, la Gente del Mare, gli abitanti dell'isola di Mocha che fin dai tempi antichi hanno stretto un patto segreto con le balene per intraprendere insieme il lungo viaggio verso l'eternità; dall'altra i balenieri, gli uomini avidi e spietati che si prendono tutto senza averne bisogno. 

Il mare e il rapporto tra uomo e animali, sono argomenti ricorrenti nella produzione dello scrittore cileno. In questo nuova favola, Sepúlveda dà voce a Moby Dick, l'enorme capodoglio bianco che terrorizzò tanti balenieri. Attraverso le sue parole, scopriamo una storia dal sapore antico che mescola realtà e leggenda. Come sempre, lo stile di scrittura è asciutto ed essenziale, e il libro si legge velocemente. Tuttavia, la semplicità stilistica permette all'autore di far riflettere lettori di tutte le età, affrontando in modo comprensibile tematiche di stringente attualità. Quello che manca però, come a tutte le altre favole successive a La gabbianella e il gatto, sono quella pluralità di personaggi che tanto avevano affascinato milioni di lettori. Detto questo, Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa resta una lettura valida e interessante per tutti gli appassionati del realismo magico.

"A quanto pare gli uomini sono l'unica specie che attacca i propri simili, e non mi piacque questa cosa che imparai da loro"


L'AUTORE
Luis Sepúlveda è nato in Cile nel 1949 e vive in Spagna, nelle Asturie. I suoi libri sono editi in Italia da Guanda: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Il mondo alla fine del mondo, Un nome da torero, La frontiera scomparsa, Incontro d’amore in un paese in guerra, Diario di un killer sentimentale, Jacaré, Patagonia Express, Le rose di Atacama, Raccontare, resistere (con Bruno Arpaia), Il generale e il giudice, Una sporca storia, I peggiori racconti dei fratelli Grim (con Mario Delgado Aparaín), Il potere dei sogni, Cronache dal Cono Sud, La lampada di Aladino, L’ombra di quel che eravamo, Ritratto di gruppo con assenza, Ultime notizie dal Sud, Tutti i racconti, Ingredienti per una vita di formidabili passioni, Un’idea di felicità (con Carlo Petrini), L’avventurosa storia dell’uzbeko muto, La fine della storia, Vivere per qualcosa (con José Mujica e Carlo Petrini), Storie ribelli; e le favole: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza, Trilogia dell’amicizia, Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà, Le favole di Sepúlveda da colorare, Tutte le favole e Storia di una balena raccontata da lei stessa. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti, ricordiamo che Sepúlveda è dottore honoris causa alla Facoltà di Lettere presso l’Università di Urbino, che nel 2014 ha vinto il Premio Chiara alla carriera e nel 2016 il Premio Hemingway per la Letteratura.

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