26 ottobre 2011

Recensione: Platoon (1986)

Ieri sera ho visto anche questo vecchio film sulla guerra in Vietnam. Il protagonista è Chris (Charlie Sheen), un giovane ragazzo di ceto medio che parte volontario per il Vietnam. All'inizio, come ogni recluta, viene trattato con indifferenza dal resto del plotone. Con il passare del tempo, però, diventerà parte integrante del gruppo che fa capo al sergente Elisa (Willem Dafoe), continuamente in conflitto con lo spietato sergente Barnes (Tom Berenger). Intanto Chris scoprirà sempre più gli orrori di questa guerra e arriverà a rimpiangere ben presto la sua scelta. Ma riuscirà a portare a casa la pelle? Questo dovete scoprirlo da soli perchè merita.

Si tratta di un film sulla guerra lontano da qualsiasi stereotipo o semplificazione nel conflitto buoni/cattivi. Inoltre non c'è nessuna esaltazione di eroi o cose simili. E' un racconto lucido di un conflitto tremendo e della penosa situazione di chi l'ha vissuto in prima persona, nel corpo e nell'anima. A livello tecnico va rilevata l'ottima regia di Stone, l'ottima fotografia e la grande recitazione di un cast di tutto rispetto.

Un film vincitore di 4 premi Oscar che merita assolutamente di esser visto.


REGIA: Oliver Stone
SCENEGGIATURA: Oliver Stone
ATTORI: Charlie Sheen, Willem Dafoe, Tom Berenger, Forest Whitaker, Francesco Quinn, John C. McGinley, Richard Edson, Kevin Dillon, Reggie Johnson, Keith David, Johnny Depp, David Neidorf, Mark Moses, Chris Pedersen, Tony Todd, Corkey Ford, Ivan Kane, Paul Sanchez, J. Adam Glover, James Terry McIlvain

Recensione: Johnny Stecchino (1991)

Ieri sera ho visto questo vecchio film di Benigni, su suggerimento di un'amica blogger. La trama: Dante (Roberto Benigni) fa l'autista di scuolabus per i bambini disabili e conduce una vita modesta. Il suo migliore amico è Lillo, un bambino diversamente abile. Purtroppo l'uomo è abbastanza timido e impacciato con le donne e fatica a trovarne una. Tutto questo fino a quando non incontra Maria (Nicoletta Braschi); la donna rimane folgorata dal suo aspetto e così, tra i due, nasce una grande complicità. C'è solo un problema: lei lo chiama Johhny e vuole che porti sempre uno stecchino in bocca.
Dopo essersi allontanata dalla città, Maria decide di chiamare Dante a Palermo, sua città natale, e lui accetta senza riserve. Sarà l'inizio delle sue disavventure. Il resto dovete scoprirlo da soli vedendo il film.Come già detto ho visto questo film su consiglio di un'amica blogger, ma devo dire che ho preferito di più "il mostro". La prima parte è abbastanza lenta e il film stenta a decollare; dopo l'arrivo a Palermo la musica cambia e la comicità è travolgente. Come ho potuto notare in questo film il cast è quasi identico al "mostro", ma dato che l'altro è stato fatto successivamente qui si nota meno affiatamento. Soprattutto la Braschi mi è piaciuta più come poliziotta che qui nella parte della moglie doppiogiochista del boss. Benigni è sempre straordinario anche se nel ruolo del boss non mi sembrava molto a suo agio, mentre risulta straordinario in quello di Dante. 
Comunque un film comico piacevole che mi sento di consigliare a tutti. 


REGIA: Roberto Benigni
SCENEGGIATURA: Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
ATTORI: Roberto Benigni, Paolo Bonacelli, Nicoletta Braschi, Ivano Marescotti, Franco Volpi, Ignazio Pappalardo, Alessandro De Santis, Domenico Minutoli, Sal Borgese, Sal Scallia, Loredana Romito, Giulio Donnini, Carlo Amedeo Mangiù, Giorgia O'Brien, Luciana Palombi, Tony Sperandeo, Gaetano Campisi, Angela Conti Imperioli, Daniela Mango, Ornella Marini

25 ottobre 2011

Recensione: Melancholia (2011)

Ieri sera ho visto questo film. Avevo letto delle recensioni positive della critica nei confronti di questa pellicola e quindi le aspettative erano tante. Alla fine sono rimasto abbastanza deluso. Il film è diviso in due parti: nella prima la telecamera è puntata su Justine (Kirsten Dunst) alle prese con i festeggiamenti per il suo matrimonio con Michael (Alexander Skarsgård). All'inizio la ragazza sembra felice ma nel corso della serata inizia a manifestare stanchezza e disturbi psichici, tanto che finisce per licenziarsi dal lavoro, dopo aver insultato il capo, e per fare sesso con un altro nel campo da golf, terminando così la brevissima storia con suo marito.
Nella seconda parte la telecamera è puntata su Claire (Charlotte Gainsbourg): la donna decide di accogliere nella sua casa la sorella Justine, oramai in forte crisi depressiva, nonostante le preoccupazioni e la paura per l'avvicinamento alla Terra del pianete Melancholia, dieci volte più grande del nostro; per questo motivo un eventuale impatto risulterebbe fatale. Tuttavia il marito John (Kiefer Sutherland), appassionato di astronomia, è convinto che Melancholia passerà vicino alla terra senza toccarla e per questo prova a rassicurare la moglie. Ma qual è la verità? Questo dovete scoprirlo da soli, se vi interesse, andando al cinema. Le due parti del film sono abbastanza sconnesse; nella prima c'è un'analisi psicologica dei personaggi durante il matrimonio di Justine; nella seconda l'attenzione si sposta alla scienza e alla paura di un eventuale fine del mondo. L'unico filo conduttore è rappresentato da queste due sorelle, tanto diverse, che si trovano a vivere lo stesso dramma.
Detto questo mi pare evidente che dopo aver visto il film sorga spontanea una domanda: che c'entra la prima parte con la seconda? A mio avviso nulla. Si mette solo tanta carne sul fuoco ma dopo si approfondiscono pochi aspetti e permangono molti dubbi.
A livello tecnico si può apprezzare una fotografia bellissima, una buona colonna sonora ed una pessima gestione delle riprese. Alcuni dicono che Lars von Trier sia un genio, un'artista unico. A me, onestamente, non è piaciuto per niente; la telecamera oscilla di continuo e a tratti mi girava quasi la testa (ho dovuto distogliere lo sguardo). Va bene l'effetto è voluto ma siamo sicuri che poi allo spettatore piaccia davvero? Ai posteri l'ardua sentenza. Per me bocciato.
Continuando l'analisi bisogna sottolineare un'ottima recitazione degli attori, Kirsten Dunst su tutti.
La trama è abbastanza originale e anche il modo in cui viene sviluppata. Il problema, però, è il ritmo: lento, lento, lento, lento. Non ho mai faticato tanto ad arrivare alla fine di un film. Meno male che la parte finale è un pò più "movimentata" e riscatta, parzialmente, il resto. Gli oltre 120 minuti di film sono davvero troppo pesanti e la noia è inevitabile.
Forse sono io che non riesco ad apprezzare certi film, e sono il primo a fare il mea culpa, ma non mi sento proprio di consigliarlo.

REGIA: Lars von Trier
SCENEGGIATURA: Lars von Trier
ATTORI: Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Kirsten Dunst, Charlotte Rampling, Udo Kier, Stellan Skarsgård, Alexander Skarsgård, John Hurt, Brady Corbet.

24 ottobre 2011

Recensione: Il mostro (1994)

Ieri sera è stata dedicata alla commedia. Dopo "scrivimi una canzone" ho deciso di vedere questo film scritto, diretto e interpretato dall'immenso Roberto Benigni. La trama: Loris (Roberto Benigni) è un giovane disoccupato che si guadagna da vivere con qualche lavoretto saltuario. Proprio per questo è costretto a qualche innocente furberia per non essere sfrattato dall'appartamento e per tirare avanti. Inoltre Loris è timido con le donne e non sa bene come relazionarsi con loro. Durante una giornata di lavoro succedono una serie di equivoci che fanno credere ad una donna che Loris è il Mostro: uno spietato serial killer che ha giù ucciso numerose donne.
Per questo la polizia decide di tenderli una trappola: invia la poliziotta Jessica Rossetti per constringere il mostro all'azione e poterlo, così, arrestare in flagranza di reato. Per provocarlo Jessica proverà in tutti i modi, ma senza risultati. Alla fine sarà lei stessa a capire che Loris non può essere il mostro. Ma allora chi è questo serial killer? Questo dovete scoprirlo da soli guardando il film.
Si tratta della perfetta commedia degli equivoci, dove l'apparenza è scambiata per verità. Un film in cui si ride dal primo minuto fino alla parola "fine". Gli attori, Benigni su tutti naturalmente, danno vita a gag ben costruite ed è evidente una grande alchimia tra di loro.
Insomma un film assolutamente da non perdere; un classico della commedia italiana da vedere almeno una volta nella vita.

REGIA: Roberto Benigni
SCENEGGIATURA: Vincenzo Cerami, Roberto Benigni
ATTORI: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Michel Blanc, Dominique Lavanant, Jean-Claude Brialy, Ivano Marescotti, Massimo Girotti, Franco Mescolini, Laurent Spielvogel, Davide Bechini, Luciana Pieri Palombi, Giordana Rossi, Vittorio Amandola, Rita Di Lernia, Gennaro Morrone, Roberto Corbiletto

Recensione: Scrivimi una canzone (2007)

Ieri sera ho visto questa commedia brillante. Il film racconta la storia di Alex Fletcher (Hugh Grant), una ex pop star degli anni 80' oramai entrato nel giro delle meteore. Tuttavia, all'improvviso, Alex ha la grande occasione: Cora Corman, la più grande pop star del momento, vuole cantare una nuova canzone con lui. Il problema è che dovrà essere proprio lui a scriverla. Questa per Alex è l'ultima grance occasione della sua carriera ma non scrive da tanti anni. Per questo il suo manager decide di chiamare un parolaio. Intanto nel suo appartamento, durante la composizione, arriva la sua giardiniera, Sophie (Drew Barrymore), che subito mostra la sua grande capacità di giocare con le parole.
Alex non ha dubbi: sarà lei a scrivere la canzone. Ma riusciranno davvero a comporla in tempo? Questo dovete scoprirlo da soli, se siete interessati, guardando il film.Si tratta di una commedia romantica ben riuscita. Tra i due attori protagonisti c'è l'alchimia giusta ed ogni scena è caratterizzata da un piacevole ironia. Certo lo sviluppo della storia è abbastanza prevedibile, così come il finale, ma alla fine il risultato è comunque ottimo; il film scorre via bene e trasmette una grande dolcezza.
A livello tematico è evidente la critica nei confronti della musica commerciale contemporanea, svuotata di significato e passione in nome di un business sempre più opprimente (o vendi o sei fuori). Inoltre è evidente anche una certa malinconia per il passato.
Per questo non posso fare altro che consigliare il film a tutti.

REGIA: Marc Lawrence (II)
SCENEGGIATURA: Marc Lawrence (II)
ATTORI: Hugh Grant, Drew Barrymore, Brad Garrett, Kristen Johnston, Campbell Scott, Haley Bennett, Adam Grupper, Ellen Harvey, Jeremy Karson, Spenser Leigh, Matthew Morrison, Scott Porter, Charlie Sandlan, Brooke Tansley, Emma Lesser, Billy Griffith, Lanette Ware, Jason Antoon

23 ottobre 2011

Recensione: Sleep Dealer (2008)

In un futuro prossimo il mondo è controllato dal potere militare e ci sono rigidi confini tra gli Stati. La gestione delle macchine avviene attraverso potenti computer e network globalizzati che sfruttano la mente delle persone per funzionare. Memo Cruz (Luis Fernando Peña) vive con il padre coltivando la terra, ma sogna di poter entrare a far parte di questo mondo tecnologico. Per questo decide di creare un ricevitore per intercettare i segnali, la sua piccola finestra sul mondo. Quando viene scoperto però, i soldati provvedono ad eliminare il ricevitore e fanno fuori il padre. Memo si sente colpevole e per mantenere la propria famiglia decide di lasciare il paese per recarsi nella futuristica città di Tijuana, dove spera di trovare un lavoro. Sul bus incontra Luz Martinez (Leonor Varela), una ragazza che ha già fatto gli innesti, dei buchi nella pelle che gli permettono di connettere il proprio sistema nervoso alla rete.

Recensione: Un poliziotto da Happy Hour (2011)

Ieri sera ho visto questo film appena uscito nelle sale. Il protagonista è il sergente Gerry Boyle (Brendan Gleeson), un poliziotto di provincia irlandese, con un carattere burbero e anticonformista. Il suo unico affetto è sua madre che sta morendo. La sua unica passione sono le prostitute. La sua tranquilla vita di provincia viene sconvolta dall'omicidio di un uomo e dal conseguente arrivo dell'agente dell'FBI Wendell Everett (Don Cheadle). L'agente indaga su un traffico internazionale di cocaina e l'omicidio sembra collegato. Presto Wendell si trova a fare i conti con il carattere irriverente di Gerry e con il suo senso dell'umorismo sovversivo.
Intanto scompare anche un agente di polizia, durante il suo primo giorno di lavoro, conosciuto da Gerry la mattina stessa. Tuttavia Wendell si rende subito conto che nessuno è disposto a collaborare con la polizia. Ma qual'è il vero motivo? Questo dovete scoprirlo da soli andando al cinema.Si tratta di un film originale che riesce a tratteggiare con grande efficacia lo spirito di una nazione: l'Irlanda.
Una pellicola fortemente anticonformista che ci presenta un mondo cinico e un'ironia  straordinariamente british. Ottimo la sinergia tra i due attori protagonisti che da vita a scene molto spassose. Riuscita, a mio avviso, soprattutto la figura del sergente Boyle, interpretato splendidamente da un irlandese doc come Brendan Greeson, in perfetto equilibrio tra genio e follia. Buona anche la prova degli altri attori, credibili, così come la regia.
Insomma un film che, a mio avviso, vale il prezzo del biglietto.

REGIA: John Michael McDonagh
SCENEGGIATURA: John Michael McDonagh
ATTORI: Brendan Gleeson, Don Cheadle, Liam Cunningham, David Wilmot, Rory Keenan, Mark Strong, Fionnula Flanagan, Dominique McElligott, Sarah Greene, Katarina Cas, Pat Shortt, Darren Healy, Laurence Kinlan, Gary Lydon.

22 ottobre 2011

Recensione: This must be the place (2011)

Dopo "Super" ho visto anche il nuovo film di Paolo Sorrentino. Il protagonista è Cheyenne (Sean Penn), un ex rock star che ha abbandonato la scena da vent'anni. Nonostante il tempo Cheyenne sembra incapace di crescere e andare avanti. Le sue giornate trascorro nell'apatia più totale, intervallate da qualche parola con una ragazza triste, a causa della scomparsa del fratello, e con la moglie Jane (Frances McDormand), che di mestiere fa il pompiere. Molti lo spronano a tornare sulla scena ma lui ormai ha abbandonato quel mondo, nonostante continui a tenere i capelli lunghi e truccarsi come un tempo. La sua vita, però, viene scossa dalla notizia che il padre sta morendo a New York.
Nonostante le sue paure Cheyenne decide di partire, ma arriva troppo tardi.Qui scopre che suo padre ha passato buona parte della sua vita a cercare Aloise Lange, l'ufficiale nazista che l'ha umiliato ad Auschwitz. Proprio per questo Cheyenne decide di continuare le ricerche, intraprendendo un lungo viaggio per l'America. Il resto dovete scoprirlo da soli, se siete interessati, andando al cinema.
E' difficile dare un giudizio categorico su questa pellicola. Il film è senza dubbio originale e interessante, ma a tratti il ritmo cala troppo e risulta abbastanza noioso. Tra gli attori va sottolineata la superba intepretazione di Sean Penn che riesce nel difficile intento di dar vita ad un personaggio curioso, in bilico tra genialità e pazzia. Da promuovere anche la regia di Paolo Sorrentino e l'ottima colonna sonora.
A livello tematico il film si configura come un viaggio intimo in cui il protagonista va alla ricerca di se stesso, per liberarsi da una "maschera" che sembra difficile da abbandonare.
In definitiva si tratta di un film particolare, non adatto a tutti i palati, che comunque consiglio di vedere, anche solo per l'interpretazione di Sean Penn che vale il costo del biglietto.


REGIA: Paolo Sorrentino
SCENEGGIATURA: Paolo Sorrentino, Umberto Contarello
ATTORI: Sean Penn, Judd Hirsch, Frances McDormand, Kerry Condon, Eve Hewson, Joyce Van Patten, David Byrne, Shea Whigham, Tom Archdeacon, Harry Dean Stanton, Seth Adkins, Simon Delaney, Gordon Michaels, Robert Herrick, Tamara Frapasella, Sarab Kamoo, Liron Levo

Recensione: Super (2011)

Pomeriggio ho visto questo film. Il protagonista è Frank D'Arbo (Rainn Wilson), un uomo che dalla vita ha subito quasi esclusivamente umiliazioni e delusioni, tanto da ricordare solo due momenti felici: il matrimonio con Sarah (Liv Tyler), una ex tossicodipendente, e l'aiuto fornito ad un poliziotto per far arrestare un ladro. La sua vita, però, precipita completamente quando perde anche sua moglie che si trasferisce da Jacques (Kevin Bacon), un pericoloso spacciatore. Frank prova timidamente a riprendersi sua moglie ma si rende conto di essere un debole, un fallito, ed entra in depressione.

Recensione: Mia moglie per finta (2011)

Che ridere! Una commedia davvero brillante. La trama: Danny Maccabee (Adam Sandler) è un chirurgo plastico che ha molto successo con le donne. La sua arma segreta è la fede nunziale: si finge sposato per non avere dei veri legami sentimentali. Alla base della sua scelta c'è una grande delusione d'amore subita poco tempo prima del matrimonio. Quando, però, incontra Palmer (Brooklyn Decker) le cose cambiano ed è deciso a fare sul serio. L'unico problema è che la ragazza scopre l'anello e pensa che l'uomo sia sposato davvero. Per risolvere il problema Danny chiede alla sua segretaria, Katherine Murphy (Jennifer Aniston), di fingersi sua moglie per incontrare Palmer.
Tutto sembra andare per il meglio fino a quando, per sbaglio, Palmer non scopre l'esistenza dei figli di Katherine. A questo punto Danny decide di continuare il gioco e finge di avere dei figli. Palmet ama i bambini ed è decisa ad incontrarli. Durante il loro appuntamento il figlio più piccolo approfitta della situazione per riuscire ad ottenere, dal suo finto papà, il viaggio alle Hawaii che tanto desiderava. Sarà l'inizio di una spassosa vacanza che lascerà il segno e farà scoppiare il vero amore. Ma tra chi? Questo dovete scoprirlo vedendo il film.Si tratta di una commedia spassosa capace di farti ridere dal primo minuto fino alla scena finale. Le gag funzionano e c'è un grande affiatamento tra gli attori. La storia non è certo una novità assoluta ma il film viene sviluppato bene e il tempo scorre via velocemente. Buona la regia ma, soprattutto, la colonna sonora. 
Insomma se quello che cercate è una commedia sentimentale frizzante e divertente questo è certamente il film che fa per voi. Assolutamente consigliato.


REGIA: Dennis Dugan
SCENEGGIATURA: Timothy Dowling
ATTORI: Jennifer Aniston, Adam Sandler, Nicole Kidman, Jessica Andres, Bailee Madison, Nick Swardson, Kevin Nealon, Dana Goodman, Rachel Specter, Natalina Maggio, Kent Avenido, Brooklyn Decker.

21 ottobre 2011

Recensione: Almeno tu nell'universo (2011)

Ieri sera ho visto anche questo film italiano uscito quest'anno nelle sale. Il protagonista della storia è Marco (Giuseppe Maggio), ragazzo solitario e arrabbiato con il mondo intero per colpa di suo padre (Maurizio Mattioli). Il suo unico amico è Andrea (Mauro Meconi), un trentenne sciupaffemine senza arte nè parte e con il vizio del fumo, con il quale divide l'appartamento. La sua unica passione sono le moto. Tutto questo fino a quando conosce Giulia (Giulia Elettra Gorietti), la ragazza con il quale scoprirà il vero amore.Contemporaneamente anche Andrea si innamora di Dafne (Chiara Gensini), un insegnante di ballo. Ma la felicità può davvero durare per sempre? Il resto, se siete interessati, dovete scoprirlo da soli.

20 ottobre 2011

Recensione: La trincea (2000)

Stasera ho visto questo vecchio film, diretto da William Boyd, in cui viene raccontata la storia di un gruppo di giovani soldati inglesi nelle 48 ore precedenti alla battaglia delle Somme, una delle più sanguinose della prima guerra mondiale. In questo arco di tempo si sviluppano tutte le ansie e le paure di ragazzi non ancora pronti a combattere, eppure obbligati a farlo. Nella trincea le ore passano lentamente e il rumore del bombardamento è incessante. C'è il pericolo di impazzire e il morale è basso. La tensione sale di ora in ora e quando arriva fatidico il momento, tutti sono attanagliati dalla paura. Un solo destino gli attende: la morte.

Recensione: Ma come fa a fare tutto? (2011)

Ieri sera ho visto questo film uscito da qualche settimana nelle sale. La trama non è una novità assoluta: Kate Reddy (Sarah Jessica Parker) è una donna in carriera, nel mondo degli investimenti finanziari, madre di due figli e moglie di Richard (Greg Kinnear), marito adorabile che ama Kata e i suoi figli. La sua vita sembra perfetta e tutti si chiedono: ma come fa a fare tutto? In realtà conciliare tutto diventa sempre più difficile e Kate è costretta spesso a mettere la famiglia in secondo piano. La situazione precipita quando Richard ottiene un nuovo lavoro e lei riceve l'offerta irrinunciabile: lavorare al fianco di Jack (Pierce Brosnan), importante uomo nel settore, ad un progetto che può cambiare la sua carriera.

16 ottobre 2011

Recensione: Cowboys & Aliens (2011)

Il film della settimana. Cowboys & Aliens è l'ultima fatica di Jon Favreau (regista di Iron Man 2). La trama è interessante perchè pur non essendo una novità assoluta, sono tanti i film che parlano di invasioni aliene, l'ambientazione fa la differenza: 1873, Arizona, un uomo (Daniel Craig) si sveglia nel bel mezzo del deserto. Non ricorda nulla del passato, nemmeno il suo nome, e l'unica traccia che ha è una ferita vicino all'addome e uno strano bracciale al polso sinistro. Mentre è ancora stordito tre cowboys si avvicinano alla zona e prima chiedono solo informazioni, ma dopo aver visto il bracciale pensano che si tratti di un evaso e tentano di catturarlo.
L'uomo però riesce a farli fuori tutti e tre, prende i vestiti, il cavallo e parte alla volta della città più vicina. Una volta arrivato nella remota Absolution capisce ben presto che il clima è ostile. Entrato in una locanda per bere viene avvicinato da una strana ragazza (Olivia Wilde) che dice di poterlo aiutare. Intanto lo sceriffo della città (Keith Carradine) ha scoperto che il forestiero è Jake Lonergan, un bandito ricercato per furto ad una diligenza. Quando si reca nel saloon per arrestarlo, Jake oppone resistenza ma sarà proprio la strana ragazza a colpirlo alle spalle. Intanto il "colonnello" Woodrow Dolarhyde (Harrison Ford), un uomo molto potente, si reca in città per liberare il figlio, arrestato per aver sparato al vicesceriffo, e catturare Jake con l'intento di recuperare il suo oro. Quando arriva in città il figlio e Jack sono già stati caricati sul carro per essere trasportati dal giudice di Santa Fe. Proprio mentre inizia la discussione con lo sceriffo, la città viene attaccata da navicelle aliene che uccidono e catturano le persone. Intanto il bracciale di Jack inizia ad illuminarsi e l'uomo capisce che si tratta di un'arma. Infatti grazie ad essa riesce ad abbattere una delle navicelle. Quando si avvicinano per capire di cosa si tratta l'alieno è gia scappato e tutti insieme decidono di lanciarsi all'inseguimento con la speranza di poter liberare le persone catturate. Alla spedizione si unisce anche la misteriosa ragazza. Il resto dovete scoprirlo da soli andando al cinema perchè il film merita.Come dicevo in precedenza, il tema trattato non è nuovo ma l'idea originale è ambientare la storia del XIX secolo e create uno scontro epico tra cowboys e alieni. Tra l'altro l'atmosfera, tipica dei film western, è stata riprodotta bene. I punti di forza del film sono la fotografia e i bellissimi effetti speciali; l'attacco degli alieni è davvero convincente. Ottima anche la prova degli attori, Daniel Craig su tutti, ma del resto il cast selezionato era sinonimo di garanzia. Positiva, a mio avviso, anche la definizione dei personaggi, tutti in bilico tra il bene e il male, e la sceneggiatura in generale. Certo qualche luogo comune sul genere c'è sempre, ma può essere tollerato a fronte di un buon lavoro. Il finale, seppur prevedibile, è abbastanza piacevole.
In definitiva si tratta di un film scorrevole, con un ritmo adeguato, che mi sento di consigliare a tutti perchè, a mio avviso, vale il prezzo del biglietto.


REGIA: Jon Favreau
SCENEGGIATURA: Roberto Orci, Alex Kurtzman, Damon Lindelof
ATTORI: Daniel Craig, Olivia Wilde, Jon Favreau, Harrison Ford, Sam Rockwell, Paul Dano, Clancy Brown, Keith Carradine, Noah Ringer, Abigail Spencer

15 ottobre 2011

Recensione: Una cella in due (2011)

Dopo "i tre moschettieri" ho visto anche questo film uscito diversi mesi fa nella sale. Devo subito precisare che, a mio avviso, si tratta di un film sconclusionato, senza capo ne coda, che non riesce nell'intento di far ridere e nemmeno di far riflettere. Un vero peccato dato che gli attori, presi singolarmente, non sono assolutamente da buttare. La trama è semplice: Romolo (Enzo Salvi) è un avvocato, immischiato in affari illeciti, che tradisce ripetutamente la ricca moglie. Quando quest'ultima lo viene a sapere decide di spefferare tutto alla polizia e Romolo finisce in carcere.
Nella stessa cella con lui si trova Angelo (Maurizio Battista), costretto a delinguere per disperazione, e uno psicopatico (Massimo Ceccherini).In carcere tra Romolo e Angelo nasce una bella amicizia e i due saranno protagonisti di una fuga involontaria. Proprio per questo cercheranno di fare di tutto pur di tornare dentro.
Alla fine entrambi otterranno la libertà e proveranno ad iniziare una nuova vita. Il finale è del tutto inaspettato anche se abbastanza incomprensibile.
Sul commento sarò breve: uno dei peggiori film comici usciti negli ultimi anni. Le gag, abbastanza ridicole, non funzionano proprio e raramente riescono a strappare un timido sorriso. L'idea inziale non era neanche male ma viene sviluppata con una banalità ed una superficialità disarmante. La recitazione è abbastanza scadente ma la colpa è soprattutto di un copione inadeguato. Il personaggio più ridicolo comunque risulta Ceccherini, lontano anni luce dalla brillantezza dimostrata in film come "il ciclone". Enzo Salvi, che personalmente non amo, in questo film conferma tutti i suoi limiti. Il discorso cambia per Maurizio Battista che reputo un ottimo attore teatrale, ma che evidentemente viene travolto dalla mediocrità del copione. Tra l'altro si nota che il film è stato realizzato con un budget basso e questo certo non aiuta.
In definitiva vi consiglio di lasciare perdere questo film perchè ci sono in giro prodotti decisamente migliori.

REGIA: Nicola Barnaba
SCENEGGIATURA: Enzo Salvi, Luca Biglione
ATTORI: Enzo Salvi, Maurizio Battista, Massimo Ceccherini, Simona Borioni, Jane Alexander (II), Serena Bonanno, Gianni Ferreri, Nicole Murgia, Sara Tommasi, Mario Corsi, Andrea Tommasini, Melita Toniolo.

Recensione: I tre moschettieri (2011)

Pomeriggio ho visto la nuova versione dei "tre moschettieri", film tratto dall'omonimo romanzo di Dumas. Gli sceneggiatori hanno cambiato un pò la trama rendendola più moderna. Nel XVII secolo, al tempo del giovane Luigi XIII, i tre moschettieri, Porthos (Ray Stevenson), Athos (Matthew Macfadyen), Aramis (Luke Evans), si trovano a Venezia per rubare il progetto di un aeronave elaborato da Leonardo Da Vinci. L'impresa riesce ma i moschettieri vengono ingannati da Milady (Milla Jovovich), che Porthos credeva innamorata, e il progetto finisce nelle mani del Duca di Buckingham (Orlando Bloom).

Recensione: Amici di letto (2011)

"Amici di letto" è il primo film che ho visto tra le nuove uscite settimanali. La storia non è nulla di nuovo: Jamie (Mila Kunis) è una una cacciatrice di teste, si occupa di cercare persone per alcune aziende, e il suo ultimo obiettivo è convincere Dylan (Justin Timberlake) ad accettare il lavoro a New York per la GQ. Entrambi escono da una relazione fallita: Jamie è stata piantata perchè secondo il suo ex è emotivamente disturbata; Dylan è stato lasciato perchè afflitto da "indisponibilità emotiva".Tra loro nasce una profonda amicizia che ben presto si trasforma in una relazione: diventano amici di letto. Il loro gioco è chiaro: solo sesso senza amore. Ma riusciranno davvero a mantenere i sentimenti lontani? Questo dovete scoprirlo andando al cinema.

13 ottobre 2011

Recensione: La cruna dell'ago (1981)

Pomeriggio ho deciso di vedere questo vecchio film. La storia è tratta dall'omonimo romanzo di Ken Follett. Il protagonista è una spia tedesca, soprannominato l'ago perchè uccide sempre utilizzando uno stiletto, che si trova a Londra con il compito di raccogliere informazioni. Il suo obiettivo è capire se gli alleati sbarcheranno in Normandia o a Calais, come vogliono far credere. L'ago riesce a capire l'imbroglio ed è pronto a lasciare il paese. La polizia inglese, dopo aver finalmente identificato il suo volto, cercherà in tutti i modi di impedirglielo. 
Per raggiungere l'u-boot, l'ago è costretto ad imbarcarsi con una vecchia barca durante la tempesta. Proprio a causa di questa la piccola barca va ad infrangersi sulle roccie dell'isola delle tempesta. L'ago riesce a salvarsi per miracolo e si reca in una casa per chiedere aiuto. Qui incontra Lucy che vive con il marito, che ha perso le gambe a causa di un incidente, e il piccolo figlio Jo. Tra i due scoppia subito una grande passione, ma intanto il tempo scorre e l'uomo deve trovare il modo di contattare l'u-boot per la fuga. Il resto dovete scoprirlo da soli guardando il film.
Sarò breve! Si tratta di una pellicola che mi sento di promuovere a pieni voti. Il ritmo è serrato e la storia scorre via bene creando grande suspance nello spettatore. La recitazione è convincente e la regia impeccabile. 
In definitiva un film da non perdere.


REGIA: Richard Marquand
SCENEGGIATURA: Stanley Mann
ATTORI: George Belbin, Philip Martin Brown, Faith Brook, Christopher Cazenove, Barbara Graley, George Lee, Stephen MacKenna, Arthur Lovegrove, Kate Nelligan, Donald Sutherland

12 ottobre 2011

Recensione: A DANGEROUS METHOD (2011)

Può essere un film affascinante e noioso allo stesso tempo? Non so dare una risposta certa. L'unica cosa che posso dire è che questo è l'effetto che ha prodotto su di me questa pellicola. "A Dangerous Method" racconta la storia della disputa dialettica, poi sfociata nella definitiva rottura, tra il giovane psichiatra Carl Gustav Jung (Michael Fassbender) e il suo maestro Sigmund Freud (Viggo Mortensen). Jung, nel 1904, accetta come paziente una giovane russa, Sabina Spielrein (Keira Knightley), che ha sviluppato una visione masochistica della sessualità a causa della violenze subite dal padre durante l'infanzia. Jung decide di curare la paziente utilizzando il metodo freudiano e proprio per questo entra in contatto con il suo mentore. All'inizio le loro idee coincidono ma con il passare del tempo si creano differenze sempre più grandi, fino alla rottura definitiva: per Freud il fine ultimo della psicanalisi è quello di far apprendere al paziente la sua vera natura per aiutarlo a superare il suo stato mentale; per Jung l'obiettivo va ben oltre la mera accettazione della propria natura.

10 ottobre 2011

Recensione: Arctic Blast (2010)

Stasera ho optato per un film sulla catastrofe ambientale: un'eclissi di sole provoca una netta riduzione dello strato di ozono nell'atmosfera terrestra e genera un varco che permette ai gas freddi della mesosfera di arrivare fino alla superficie della Terra, dando avvio ad una nuova era glaciale. L'unico che può salvare la terra è il fisico Jack Tate, alle prese con la moglie che vuole il divorzio e la figlia che l'accusa di essere sempre assente. Jack capisce prima di tutti il problema e cerca di avvertire il capo che, puntualmente, non accoglie le sue preoccupazioni.Intanto si aprono altri buchi e le persone iniziano a morire in tutti gli angoli del mondo. E' una corsa contro il tempo. Il finale non voglio svelarvelo ma potete immaginarlo.

9 ottobre 2011

Recensione: Senza arte né parte (2011)

"Senza arte né parte" che bella sorpresa! Pomeriggio pensavo di imbattermi in uno dei soliti film comici, con personaggi e situazioni già viste, e invece sono rimasto piacevolmente colpito da questa pellicola. La storia vede protagonisti tre uomini: Enzo (Vincenso Salemme), sposato con Aurora (Donatella Finocchiaro); Carmine (Giuseppe Battiston); Bandula (Hassani Shapi). Tutti e tre vengono licenziati da Alfonso Tammaro, industriale della pasta, e sostituiti da nuove macchine.
A questo punto non rimane che cercare una nuova occupazione. Alla fine sarà lo stesso Tammaro ad assumerli come custodi delle opere d'arte contemporanea che ha acquistato.Mentre stanno lavorando Carmine, per sbaglio, rompe uno di questi oggetti, l'uovo di Manzoni, del valore di 45 mila euro. Per risolvere il problema i tre amici decidono di ricostruirlo e l'impresa riesce. Questo successo costituisce lo spunto per un nuovo lavoro ovvero quello di falsari; le opere false rimangono a Tammaro mentre le originali vengono vendute ai collezionisti. L'impresa sembra riuscire senza problemi ma l'imprevisto è dietro l'angolo e potrebbe cambiare per sempre le loro vite. Il resto dovete scoprirlo da soli vedendo il film.
Si tratta di una pellicola scorrevole e frizzante; una commedia moderna sul tema del precariato e dell'arte di arrangiarsi. Le gag comiche funzionano e non cadono mai nella volgarità. Bravi gli attori che sono bene assortiti e hanno un buon affiatamento. Un film leggero che consiglio a tutti coloro in cerca di qualche risata senza grandi aspettative.


REGIA: Giovanni Albanese
SCENEGGIATURA: Giovanni Albanese, Fabio Bonifacci
ATTORI: Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston, Donatella Finocchiaro, Hassan Shapi, Giulio Beranek, Paolo Sassanelli, Ernesto Mahieux, Mariolina De Fano, Fabio Frisenda

Recensione: Fuga di mezzanotte (1978)

REGIA: Alan Parker
SCENEGGIATURA: Geoffrey Kirkland, Oliver Stone
ATTORI: Gigi Ballista, Paolo Bonacelli, Franco Diogene, Brad Davis, Michael Ensign, John Hurt, Bo Hopkins, Peter Heffrey, Randy Quaid, Paul Smith, Mike Kellin, Irene Miracle, Norbert Wiesser
FOTOGRAFIA: Michael Seresin
MONTAGGIO: Gerry Hambling
MUSICHE: Giorgio Moroder
PRODUZIONE: CASABLANCA
DISTRIBUZIONE: CEIAD - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, L'UNITA' VIDEO
PAESE: Gran Bretagna 1978
GENERE: Drammatico, Psicologico
DURATA: 119 Min
FORMATO: Colore NORMALE
VISTO CENSURA: 14
SOGGETTO: libro omonimo di William Hayes e William Hoffer

RECENSIONE
Ieri sera ho visto questo vecchio film, vincitore di 2 premi Oscar (come migliore sceneggiatura non originale e come migliore colonna sonora). Fuga di mezzanotte racconta la storia vera di Billy Hayes (interpretato da Brad Davis), un ragazzo americano che viene fermato all'aeroporto turco per possesso di droga. Sono gli anni della lotta al terrorismo e degli scontri tra il presidente Nixon e il governo turco. Billy dopo aver tentato la fuga viene ripreso e condotto nella prigione di Sagmalcilar.
Qui la vita è dura e il direttore del carcere è una persona estremamente violenta. Billy stesso viene picchiato duramente per avere preso una coperta, tanto da non riuscire più nemmeno a camminare.
Intanto al processo viene condannato a quattro anni e due mesi per possesso di droga. Tuttavia la Corte Suprema turca di Ankara accetta il ricorso dell'accusa, che vuole la condanna per contrabbando, ed estende la pena a 30 anni di carcere.
Billy è disperato e sa di non poter resistere ancora in quel posto. Proprio per questo, insieme ad alcuni amici occidentali, organizza un piano di fuga. Il fallimento costerà una dura punizione ad un amico. Quando anche l'altro amico viene portato via, Billy perde la testa ed uccide, staccandogli la lingua con un morso, l'informatore che ha denunciato il suo piano di fuga ed accusato ingiustamente l'altro amico. A seguito di questo episodio Billy viene trasferito al centro di malattie mentali della prigione dove inizia a perdere lentamente la ragione. Sarà solo la visita della sua ragazza a destarlo da quello stato e fargli capire che l'unica soluzione alla morte è la fuga. Cosi Billy prova a corrompere il capo delle guardie per farsi portare in infermeria, ma quest'ultimo dopo aver incassato i soldi lo porta in una stanza per violentarlo. Nel tentativo di ribellarsi Billy riesce ad ucciderlo e, dopo essersi impossessato della sua divisa, anche a fuggire dal carcere.

Si tratta di un film molto intenso e forte; le violenze fisiche e morali subite dai carcerati sono davvero devastanti. Una storia vera ma soprattutto una documento di denuncia del sistema carcerario turco degli anni settanta, lontano da qualsiasi standard di umanità. Ottima la regia e la colonna sonora. Gli attori sono tutti molto convincenti. Un film che consiglio a tutti.

8 ottobre 2011

Recensione: Final Destination 5 (2011)

Dopo aver visto gli altri quattro ho deciso di vedere anche il quinto capitolo. La trama è sempre la stessa: Sam Lawton (Davide Perino), durante un viaggio in bus con i colleghi di lavoro, ha una premonizione in cui vede crollare il ponte che causa la morte di tutti loro, ad eccezione della sua ex ragazza Molly (Emma Bell). Così quando capisce che il disegno del destino sta per compiersi, decide di cambiarlo e riesce a mettere in salvo diversi amici. L'evento scuote notevolmente i ragazzi che sono ancora più turbati da un misterioso uomo che afferma "alla morte non piace essere presa in giro".
Da questo momento inizieranno ad accadere cose strane e i ragazzi moriranno uno ad uno. Ma c'è un modo per cambiare il destino: uccidere qualcun'altro e prendersi la sua vita. Il finale dovete scoprirlo andando al cinema.La trama, come già detto, è sempre la stessa. Chi conosce gli altri quattro, quindi, conosce anche il finale. Gli aspetti positivi del film sono senza dubbio i grandi effetti speciali e l'ottimo ritmo. Per il resto è sempre il solito polpettone di situazioni assurde, dialoghi banali, personaggi superificiali. Gli attori fanno il massimo a fronte di un copione abbastanza povero. La regia è buona. 
In definitiva se fosse stato il primo della seria l'avrei apprezzato maggiormente, ma dal quinto ci si aspetta una qualche svolta che non c'è. Per questo mi sento di consigliarlo solo a chi non ha visto gli altri o ai fans della serie, per tutti gli altri potete risparmiarvi il biglietto. Questa settimana c'è di meglio al cinema (vedi Jane Eyre).

REGIA: Steven Quale
SCENEGGIATURA: Eric Heisserer
ATTORI: Emma Bell, Miles Fisher, Nicholas D'Agosto, Tony Todd, David Koechner, Courtney B. Vance, Arlen Escarpeta, P.J. Byrne, Tim Fellingham, Ellen Wroe, Mike Dopud, Tanya Hubbard, Brent Stait, Roman Podhora, Jasmin Dring, Frank Topol

Recensione: Jane Eyre (2011)

Jane Eyre. Il film della settimana. Tratto dal capolavoro di Charlotte Bronte, con la sceneggiatura di Moira Buffini, il film racconta la storia di Jane Eyre (Mia Wasikowska) che rimasta orfana vive, odiata e maltrattata da tutti, presso la residenza della zia. Accusata di essere una bugiarda viene spedita in orfanotrofio dove riceve un'educazione dura. Terminata la sua formazione trova lavoro come governante presso Thornfield House, al servizio del ricco Edward Rochester (Michael Fassbender).
Tra i due, piano piano, sboccia una grande passione che trova un'insormontabile ostacolo nella differente posizione sociale. Quando Edward decide di sposare comunque la giovane Jane, lei accetta con grande gioia. Tuttavia il giorno delle nozze scopre che Edward è gia sposato e che la moglie, oramai folle, si trova rinchiusa in una stanza del palazzo. Jane rimane sconvolta da questa situazione e decide di scappare, reprimendo il proprio amore, pur di non vivere in modo disonorevole. Il resto non voglio svelarvelo perchè dovete andare assolutamente al cinema.Premetto che non ho letto il libro della Bronte e non so quali differenze ci siano con la storia originale, ma il film è davvero molto bello. Questa storia d'amore struggente riesce a conquistare lo spettatore, appagato da una recitazione fantastica; su tutti i due protagonisti (Mia Wasikowska e Michael Fassbender). Il film si sviluppa attraverso dei flashback che ben rendono il tormento della protagonista. Le atmosfere gotiche fanno il resto. Ottima anche la colonna sonora e la regia. Un film che va assolutamente visto e che merita i soldi del biglietto.

REGIA: Cary Fukunaga
SCENEGGIATURA: Moira Buffini
ATTORI: Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Jamie Bell, Imogen Poots, Judi Dench, Sally Hawkins, Jayne Wisener, Sophie Ward, Tamzin Merchant, Simon McBurney, Harry Lloyd, Holliday Grainger, Emily Haigh, Rosie Cavaliero

Recensione: Abduction (2011)

Ieri sera ho deciso di vedere uno dei film più pubblicizzati della settimana: Abduction. Una delusione! Il protagonista è Nathan (Taylor Lautner), un ragazzo che ha dei problemi con i genitori per il suo comportamento. In particolare fa fatica a controllare la rabbia e soffre di insonnia. Proprio per questo frequenta una psicologa (Sigourney Weaver). Inoltre è attratto dalla sua vicina di casa, Karen (Lily Collins), ma non ha il coraggio di esporsi. L'occasione per avvicinarla è una ricerca scolastica da fare in coppia. Durante il lavoro Nathan scopre un sito internet dove si parla di ragazza rapiti e tra di essi trova la sua fotografia. Per questo decide di scoprire la verità indagando nel suo passato e contattando il sito. Grazie a questa segnalazione,Viktor Kozlow (Michael Nyqvist), ex agente dei servizi segreti serbi, e i suoi uomini individuano la posizione del ragazzo.

5 ottobre 2011

Recensione: Il primo bacio (2009)

Ieri sera ho visto questo film ed onestamente mi sono pentito. Si tratta del classico film sull'adolescenza dove il protagonista è un quattordicenne brutto e sfigato di nome Hervé, circondato da amici brutti e sfigati, il cui unico pensiero è avere una ragazza. Chiaramente nessuno se lo fila e insieme agli amici passa il tempo a fantasticare e a masturbarsi. Tutto questo fino a quando, all'improvviso, la ragazza più carina della classe, Aurore, prende una cotta per lui. Così Harvé ha finalmente la sua prima ragazza e, piano piano, diventa anche smaliziato.

4 ottobre 2011

Recensione: Carnage (2011)

Ieri sera ho visto il nuovo film di Roman Polanski, inspirato all'opera teatrale "il Dio del massacro" di Yasmina Reza. Vi dico subito che sono rimasto piacevolmente colpito. La trama è originale: in un parco un ragazzino escluso da una banda colpisce in faccia, con un bastone, il loro "capo". I genitori della vittima decidono di non sporgere denuncia ma chiedono un chiarimento con i genitori dell'altro. Da una parte ci sono Penelope (Jodie Foster) e Michael (John C. Reilly), genitori della vittima, dall'altra Nancy (Kate Winslet) e Alan (Christoph Waltz).

3 ottobre 2011

Novità: LE PRIME LUCI DEL MATTINO di Fabio Volo



TRAMA
Elena non è soddisfatta della sua vita. Il suo matrimonio si trascina stancamente, senza passione né curiosità. Suo marito è diventato ormai come un fratello: "Non viviamo insieme, insieme ammazziamo il tempo. Abbiamo stupidamente pensato che due infelicità unite potessero dar vita a una felicità". Ha sempre deciso in anticipo come doveva essere la sua vita: la scuola da fare, l'università, l'uomo da sposare... perfino il colore del divano. È diventata moglie prima di diventare donna. Finché un giorno sente che qualcosa inizia a scricchiolare. La passione e il desiderio si affacciano nella sua quotidianità, costringendola a mettersi in discussione. Elena si rende conto che un altro modo di vivere è possibile. Forse lei si merita di più, forse anche lei si merita la felicità. Basta solo trovare il coraggio di provare, di buttarsi, magari di sbagliare. "Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io". Un libro sincero e intenso, capace di affrontare i sentimenti senza trucchi o giri di parole, e di portarci faccia a faccia con le nostre emozioni più vere.

Titolo: Le prime luci del mattino
Autore: Fabio Volo
Editore: Mondadori
ISBN: 9788804613893
Pagine: 244
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo copertina: 19,00 €






 L'AUTORE


 Fabio Volo è scrittore, attore, conduttore televisivo e radiofonico. Ha pubblicato Esco a fare due passi (2001), È una vita che ti aspetto (2003), Un posto nel mondo (2006), Il giorno in più (2007) e Il tempo che vorrei (2009), tutti editi da Mondadori. I suoi libri sono tradotti in molti paesi del mondo.

2 ottobre 2011

Recensione: Blood Story (2011)

Blood Story è un film horror remake di "Lasciami Entrare". Il film, come il precedente, è basato sul romanzo "Lasciami Entrare" di John Ajvide Lindqvist.
Va detto subito che vale la pena andare al cinema. Sono d'accordo con il re (Stephen King) che si tratta di uno dei migliori degli ultimi anni. I protagonisti sono Owen (Kodi Smit-McPhee), bambino timido afflitto da solitudine (i genitori stanno divorziando ed è la vittima preferita di alcuni bulli a scuola), e Abby (Chloe Moretz), una strana ragazzina di 12 anni che in realtà è un vampiro.
Owen rimane subito colpito dalla ragazzina appena trasferita nel suo quartiere, ma percepisce le sue stranezze (cammina scalza, esce solo di notte e spesso si sentono strani rumori nella casa dove vive). Piano piano tra i due nasce una profonda amicizia che infonde coraggio a Owen, tanto che riesce persino a ribellarsi ai compagni bulli. Intanto nel quartiere aumentano le vittime e per il "padre" di Abby diventa sempre più difficile reperire del sangue, fino a quando, stanco della sua vita, decide di versarsi dell'acido in faccia e farsi succhiare il sangue. Poco dopo anche Owen capisce che Abby è un vampiro e il suo cuore è diviso tra l'amore e la paura. La polizia, nel frattempo, stringe il cerchio. Il finale non voglio svelarvelo perchè altrimenti non ha senso andare a vedere il film.I contenuti del film non sono molto originali ma il punto di forza è senza dubbio la realizzazione; da un parte un ottimo horror, che a tratti fa davvero paura, dall'altra la storia romantica che suscita grandi emozioni. I meriti vanno divisi tra il regista, bravo a creare un'atmosfera fredda e cupa, e gli attori, su tutti i due ragazzi che sono davvero convincenti. Ottima anche la fotografia e la colonna sonora. Insomma un film che ha un'anima, ritmo e che merita di essere visto.

REGIA: Matt Reeves
SCENEGGIATURA: Matt Reeves
ATTORI: Kodi Smit-McPhee, Chloe Moretz, Richard Jenkins, Jimmy 'Jax' Pinchak, Sasha Barrese, Chris Browning, Cara Buono, Elias Koteas, Seth Adkins, Rachel Hroncich, Dylan Minnette

Recensione: Non ci resta che piangere (1985)

Che ridere! Non ci resta che piangere, scritto, diretto e interpretato da Massimo Troisi e Roberto Benigni, è uno dei film più belli della commedia italiana, una pietra miliare del genere. Nel film Roberto interpreta il maestro Saverio, afflitto dai problemi amorosi della sorella Gabriella, e Massimo il bidello Mario. Il film si apre con i due amici in viaggio. Quando si fermano al passaggio a livello, Saverio sfoga i suoi problemi con Mario perchè vorrebbe convincerlo a sposare la sorella.
Quest'ultimo, tuttavia, non è interessato. Per evitare l'attesa del treno Mario consiglia di prendere una stradina laterale. All'improvviso la macchina si ferma e i due si trovano catapultati nel 1492. Da qui hanno inizia una serie di gag comiche destinate a rimanere nella storia (Il monaco: Ricordati che devi morire. Ricordati che devi morire. Troisi: Va bene. Il monaco: Ricordati che devi morire. Troisi: Si si no mo me lo segno proprio, ciò una cosa, non vi preoccupate). Tra le scene più belle, oltre quella del monaco, l'incontro con Leonardo Da Vinci, la dogana alla frontiera, il treno di Leonardo, e tante altre. Un film da vedere a tutti i costi, un classico da non perdere.

REGIA: Massimo Troisi, Roberto Benigni
SCENEGGIATURA: Massimo Troisi, Roberto Benigni, Giuseppe Bertolucci
ATTORI: Massimo Troisi, Roberto Benigni, Iris Peynado, Amanda Sandrelli, Carlo Monni, Elisabetta Pozzi, Galliano Mariani, Jole Silvani, Fiorenzo Serra, Nicola Morelli, Loris Bazzocchi, Joan Peter Boom, Paolo Bonacelli, Mario Diano, Livia Venturini

1 ottobre 2011

Recensione: E poi venne il silenzio (2010)

E poi venne il silenzio è un documentario che narra la storia della più sanguinosa strage nazista, verso i civili, in Italia. Le vittime dell'eccidio furono gli abitanti del paesino di Sant'Anna di Stazzema, in Toscana, che all'alba del 12 agosto 1944, senza un reale motivo, furono massacrati e le loro case bruciate. Questa storia, insieme ad altri crimini nazisti in Italia, era rimasta segreta per molti anni, fino al 1994 quando il procuratore militare di Roma ritrovò in uno scantinato della procura i fascicoli "archiviati provvisoriamente".
Da qui prenderanno avvio le indagini e dopo il processo che si concluderà con la condanna di dieci ex sottufficiali e ufficiali tedeschi, ormai ultraottantenni.
Una pagina buia della seconda guerra mondiale che il regista racconta con l'aiuto dei sopravvissuti, alternando racconto ed immagini. Un documentario davvero ben fatto che riesce a trasmettere allo spettatore l'angoscia e il dramma della situazione; il finale poi è davvero straziante. Comunque si tratta di un documento storico molto importante che consiglio a tutti di vedere per capire dove può arrivare l'odio e l'efferatezza umana.

REGIA: Iris Braschi
ATTORI: Milena Bernabo', Fabrizio Brandi, Livia Urosevic Corsi, Amdeo D'amico, Riccardo De Francesca, Simone Fulciniti, Carlo Gamba, Enio Mancini, Mario Marsili, Matteo Micheli, Cesira Pardini, Bianca Pieri, Enrico Pieri, Mauro Pieri, Eleonora Zacchi

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